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MonitoRA. Convergenza tra luci ed ombre: ritardi su trasporti e mobilità, ma passi in avanti su povertà e fragilità sociale.

L’ultimo aggiornamento di MonitoRA impatta principalmente sul tema della mobilità e dell’esclusione sociale e riguarda l’ultimo biennio.

In tema di trasporti e mobilità le maggiori novità (cfr. tabella 1) concernono: a) gli interventi a favore della mobilità sostenibile, dell’efficienza energetica e, più in generale, della qualità della vita; b) le misure in atto per lo sviluppo delle reti di mobilità sostenibile, per il potenziamento dell’offerta ferroviaria e per il miglioramento del servizio in termini di qualità e di tempi di percorrenza; c) l’implementazione di sistemi di trasporto sostenibili e il miglioramento della competitività del sistema portuale.

L’analisi delle performance, condotta per i casi in cui è disponibile il valore target, fa emergere un quadro complessivo generalmente negativo con la sola eccezione della Calabria che relativamente all’indicatore “Grado di soddisfazione del servizio di trasporto ferroviario a livello regionale (Totale)” ha raggiunto l’obiettivo prefissato (43%). Nella stragrande maggioranza dei casi l’ultimo valore registrato è addirittura inferiore al baseline e con un trend negativo. Si evidenzia, infine, che per i casi in cui non è disponibile il valore del target gli indicatori sono tutti in calo ad eccezione dell’indicatore “Passeggeri trasportati dal TPL nei comuni capoluogo di provincia per abitante” che in Basilicata fa registrare un miglioramento rispetto alla precedente rilevazione.

Tabella 1 – MonitoRA. Indicatori di risultato aggiornati sul tema Trasporti e mobilità per PO delle regioni in ritardo di sviluppo (sforzo percentuale e andamento dell’indicatore)

[Si riportano, per singolo indicatore, i dati relativi allo sforzo che ogni Regione deve compiere per raggiungere il target e l’andamento rispetto all’ultimo valore registrato. Con il colore verde si evidenziano i casi in cui è stato raggiunto il target, in giallo le situazioni in cui il valore osservato è superiore al baseline ed in rosso quelle in cui è inferiore al baseline

Fonte: Nostre elaborazioni su dati Istat (Banca dati indicatori territoriali per le politiche di sviluppo) e sui POR

(*) Nel POR non è stato definito il target

Se analizziamo l’indicatore “Utilizzo di mezzi pubblici su trasporti da parte di occupati, studenti, scolari e utenti di mezzi pubblici” (presente nel settore “energia e mobilità sostenibile” dei PO di tutte le regioni in ritardo di sviluppo) è evidente una forte criticità, ad eccezione della Sicilia che mostra comunque il valore più basso delle aree in ritardo di sviluppo,  sia in termini di performance (ultimo valore osservato inferiore al baseline), che di andamento. Il confronto tra i valori target che le singole regioni hanno fissato in fase di programmazione (vedi tabella 2) e l’ultimo dato osservato mostra, ad esempio, che la Calabria, che puntava al miglioramento più significativo dell’indicatore, è anche la regione in cui l’indicatore ha subito il calo maggiore dal baseline.

I dati, aggiornati al 2018, provengono dall’Indagine Multiscopo “Aspetti della vita quotidiana” condotta con l’obiettivo di monitorare la qualità della vita degli italiani, attraverso la raccolta di informazioni utili per conoscere le abitudini dei cittadini, i problemi che affrontano ogni giorno e il grado di soddisfazione sul funzionamento dei servizi di pubblica utilità.

Tabella 2 – MonitoRA. Performance indicatore “Utilizzo di mezzi pubblici di trasporti da parte di occupati, studenti, scolari e utenti di mezzi pubblici (totale)”

  Baseline Target Ultimo valore disponibile (2018)
Calabria 21,12 28,00 17,30
Basilicata 18,69 22,00 17,37
Campania 23,36 27,20 23,18
Puglia 20,48 23,00 17,37
Sicilia 14,57 19,60 15,23

Fonte: Nostre elaborazioni su dati Istat (Banca dati indicatori territoriali per le politiche di sviluppo) e sui POR

Completamente opposta è la lettura in tema di esclusione sociale ed in particolare in merito alla riduzione della marginalità estrema, agli interventi di inclusione a favore delle persone senza dimora e delle popolazioni Rom e alla diminuzione del numero di famiglie con particolari fragilità sociali ed economiche in condizioni di disagio abitativo.

Per questi indicatori si registrano trend positivi in tutte e cinque le regioni in ritardo di sviluppo.

Nella tabella 3, si nota come solo in tre casi non sia stato raggiunto l’obiettivo e che lo sforzo più significativo (55,75%) debba essere messo in campo dalla Campania, mentre Sicilia e Basilicata sono praticamente in dirittura di arrivo anche in considerazione dell’incremento fatto registrare dall’indicatore rispetto alla precedente rilevazione.

Tabella 3 – MonitoRA. Indicatori di risultato aggiornati sul tema Esclusione sociale, per PO delle regioni in ritardo di sviluppo (sforzo percentuale e andamento dell’indicatore)

[Si riportano, per singolo indicatore, i dati relativi allo sforzo che ogni Regione deve compiere per raggiungere il target e l’andamento rispetto all’ultimo valore registrato. Con il colore verde si evidenziano i casi in cui è stato raggiunto il target, in giallo le situazioni in cui il valore osservato è superiore al baseline ed in rosso quelle in cui è inferiore al baseline

Fonte: Nostre elaborazioni su dati Istat (Banca dati indicatori territoriali per le politiche di sviluppo) e sui POR

 

Un ultimo approfondimento riguarda le “Persone che vivono in situazioni di sovraffollamento abitativo, in abitazioni prive di alcuni servizi e con problemi strutturali”, indicatore inserito in tutti i PO. I rilasci in questione, relativi al 2017, fanno riferimento all’Indagine Eu-Silc, tesa allo studio della povertà e dell’esclusione sociale attraverso la produzione di stime sul reddito, condizioni di vita, deprivazione materiale e difficoltà economiche. Si precisa che, nei PO di Puglia, Calabria e Sicilia, l’indicatore è presente sotto la denominazione “Famiglie in condizioni di disagio abitativo”.

I valori obiettivo fissati in fase di programmazione (cfr. tabella 4) mostrano la decisa volontà dei policy maker partenopei di incidere in modo radicale sulla qualificazione delle condizioni abitative, anche in considerazione dello svantaggio relativo, il più alto tra le regioni in ritardo di sviluppo. Sebbene per la Sicilia non si sia fissato un target altrettanto sfidante, i dati mostrano come possa ritenersi soddisfacente l’attuale risultato pari a 4,87 (circa la metà dello sforzo da effettuare entro il 2023).

Appare, infine, utile segnalare che l’indicatore in questione è tra quelli scelti per misurare il raggiungimento del target 11.1 del programma di azione di Agenda 2030, che si pone l’obiettivo di garantire a tutti l’accesso ad alloggi adeguati, sicuri e convenienti e ai servizi di base e riqualificare i quartieri poveri. Il target 11.1 è il primo tra i 10 traguardi del GOAL 11 “Città e comunità sostenibili” che intende puntare a vincere le sfide poste dall’ambiente urbano, migliorando l’utilizzo delle risorse e riducendo inquinamento e povertà, al fine di rendere le città e gli insediamenti umani inclusivi, sicuri, duraturi e sostenibili.

Tabella 4 – MonitoRa. Performance indicatore “Persone che vivono in situazioni di sovraffollamento abitativo, in abitazioni prive di alcuni servizi e con problemi strutturali”

  Baseline (2013) Target Ultimo valore disponibile (2017)
Calabria 9,81 8 4,22
Basilicata 6,57 6,00 6,46
Campania 13,75 3,80 8,59
Puglia 11,47 7,50 7,28
Sicilia 11,17 9,56 4,87

 

Fonte: Nostre elaborazioni su dati Istat (Banca dati indicatori territoriali per le politiche di sviluppo) e sui POR

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