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Coronavirus Response Investment Initiative (CRII): misure anti-shock della politica di coesione


Mentre il virus COVID-19 solca una delle più profonde crisi nel tessuto socio-economico mondiale e il Consiglio Europeo con i 27 capi di Governo dei paesi dell’UE discute sulla sostenibilità del debito e del Meccanismo europeo di stabilità, la Commissione ha già fornito una risposta per fronteggiare in tempi brevissimi i primi impatti della pandemia nei territori europei colpiti 1 .
Il Coronavirus Response Investment Initiative consente agli Stati membri di affrontare immediatamente tre priorità chiave nella lotta contro l’attuale emergenza e le sue conseguenze economiche:

  • spese per l’assistenza sanitaria,
  • sostegno a programmi di lavoro a breve termine
  • sostegno al capitale circolante delle PMI.

Le recenti modifiche introdotte con il Coronavirus Response Investment Initiative consentono di mobilitare per l’Italia 800 milioni di euro dal mancato recupero dei rimborsi per il 2019 e ulteriori 952.508.987,28 euro a titolo di prefinanziamento per il 2020 che verrà corrisposto a breve (entro i primi di aprile).

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La flessibilità che accompagna tale iniziativa consentirà agli Stati Membri di utilizzare i fondi per finanziare le azioni connesse alla crisi riallocando le risorse finanziarie dei Fondi Strutturali in particolare il FSE e il FESR. La lettura di coerenza che ha fornito la Commissione con le recenti proposte di modifiche ai regolamenti 1301/2013 e 1303/2013, consente infatti di estendere la portata dell’ammissibilità della spesa e includere i principali fabbisogni per contrastare l’epidemia. In primis, gli interventi ammissibili con il FSE potranno includere il supporto al sistema sanitario, attraverso il finanziamento delle dotazioni sanitarie, medicine, supporti per diagnosi e terapie, strumenti di prevenzione, salute digitale, rifornimento di equipaggiamenti per la prevenzione, dispositivi medici inclusi respiratori e mascherine, dotazioni per migliorare gli ambienti di lavoro nel settore sanitario e assicurare l’accesso alle cure mediche per i gruppi più vulnerabili, nonché campagne di sensibilizzazione per la maggiore consapevolezza dei rischi.
Il FSE può sostenere altresì l’assunzione di lavoratori a breve termine, servizi sociali di base per le persone anziane e persone indigenti, così come il reclutamento del personale a servizio del sistema sanitario. Potrà altresì sostenere nuove forme di impiego compreso il telelavoro e il reinserimento dei lavoratori dipendenti e autonomi, che hanno subito danni dalla crisi sanitaria. Tali azioni a sostegno del mercato del lavoro potranno essere accompagnate anche dal rafforzamento dei servizi dei centri pubblici per l’impiego.


L’altra priorità chiave nella lotta contro l’attuale emergenza è il sostegno al capitale circolante per le PMI. In tal senso, il FESR potrà fronteggiare gli shock finanziari di breve termine, anche attraverso sovvenzioni. Le misure potranno garantire la continuità operativa nei mercati duramenti provati e con una catena degli approvvigionamenti interrotta. Partendo da misure già in atto, il FESR può attivare aiuti per acquisire consulenze specialistiche, sostenere la promozione internazionale e lo sviluppo di nuovi modelli commerciali per diversificare la catena logistica o di
filiera. Il capitale circolante è ammissibile nella sua accezione più ampia al fine di poter sostenere la capacità operativa delle imprese e i loro investimenti.
Inoltre, il FESR può finanziare le infrastrutture sanitarie con un focus all’assistenza di base, alla prevenzione delle malattie, alle infrastrutture su piccola scala, all’assistenza sanitaria digitale e all’ICT solution. Sono altresì ammesse azioni volte alla prevenzione sanitaria come sistemi di allarme, prototipi e predisposizione di linee guida volte ad accrescere la consapevolezza dei rischi legati all’epidemia. Tra la rosa di azioni ammissibili al FESR appare fondamentale l’adeguamento delle infrastrutture per le unità di risposta alla crisi.
Sostanzialmente la proposta della Commissione è finanziare gli investimenti per fronteggiare la crisi con il minor impatto sull’architettura dei programmi in corso.
Infatti, gli investimenti diretti al sistema sanitario potranno essere finanziati nel quadro delle misure per la ricerca, sviluppo tecnologico e innovazione, certamente con un’interpretazione degli obiettivi di policy più flessibile e con il ricorso alla complementarietà tra fondi. Gli aiuti a supporto del capitale circolante potranno essere attivati attraverso le misure a sostegno della competitività esistenti o utilizzando gli aiuti temporanei di recente autorizzati per l’Italia.

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In particolare, con la COM (2020) 1863 final del 19 marzo 2020, come emendata il 3 aprile 2020, la Commissione ha adottato il “Quadro Temporaneo per le misure di aiuto di Stato a sostegno dell’economia nell’attuale emergenza del COVID-19” il quale ha disposto che possono essere concessi:

  • Aiuti in forma di sovvenzioni dirette, anticipi rimborsabili o agevolazioni fiscali fino a 800 mila euro ad impresa, svincolati dalla realizzazione di investimenti e senza limitazioni territoriali o dimensionali;
  • Aiuti in forma di garanzia su prestiti che possono finanziare sia investimenti sia capitale circolante, con regole più favorevoli e snelle rispetto a quelle vigenti modulate in termini di vantaggio, sulla base della dimensione d’impresa (GI e PMI) e dal margine di rischio del prestito a seconda della maturità dello stesso (1 anno, 2-3 anni, 4-6 anni);
  • Aiuti in forma di prestiti a tasso agevolato, che possono finanziare sia investimenti sia capitale circolante, con condizioni di applicazione modulate, in termini di vantaggio, sulla base della dimensione d’impresa (GI e PMI) e del margine di rischio del prestito a seconda dello stesso;
  • Aiuti nell’ambito dell’assicurazione del credito all’esportazione a breve termine.

Nell’ambito del citato Quadro temporaneo, l’Italia ha notificato alla Commissione uno schema di garanzia per nuovo capitale circolante e per investimenti garantiti dalle banche, per supportare le imprese colpite dalla crisi legata al COVID. L’aiuto, che ha un budget di 200 Meuro, sarà garantito da SACE. Lo scopo è limitare I rischi associate all’erogazione di prestiti a favore di imprese severamente colpite dall’impatto del coronavirus, per aiutarle a coprire i loro fabbisogni di liquidità necessari per proseguire le proprie attività. Lo schema è stato approvato dalla CE il 14 aprile 2020.
A completare il quadro interventista della Commissione per fronteggiare la crisi sanitaria, si colloca poi l’invito alla semplificazione delle procedure per la dichiarazione di spesa mediante l’uso delle nuove forme di sostegno a norma dell’articolo 67 del Regolamento sulle disposizioni comuni introdotte dal 2018, e l’utilizzo ad esempio delle opzioni semplificate in materia di costi.
Concludendo, per quanto turbato sia lo scenario europeo, i suoi mercati la sua società, è tempo che le Autorità preposte agiscano rapidamente con gli strumenti già disponibili per contenere la crisi senza perdere di vista la prospettiva di medio e lungo periodo, andando quindi oltre la condizione emergenziale e predisponendo gli strumenti più adeguati a creare condizioni di contesto favorevoli alla ripresa.

  1. Lettera UE Schmit/Ferreira ai Ministri Italiani del 18/3/2020 Con allegato COM 2020 113 del 13.03.2020

PER SAPERNE DI PIU’

https://ec.europa.eu/commission/presscorner/detail/en/ip_20_655

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