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Transizione verde e digitale: siglato l’abbinamento con la nuova relazione di previsione strategica 2022

La crisi è la più grande benedizione per le persone e le nazioni, perché la crisi porta progressi. La creatività nasce dall’angoscia come il giorno nasce dalla notte oscura. E’ nella crisi che sorge l’inventiva, le scoperte e le grandi strategie. Chi supera la crisi supera sé stesso senza essere superato.

Quante volte durante l’esperienza della pandemia abbiamo fatto ricorso al pensiero di Albert Einstein per dare un senso a quanto stava accadendo. E allora ad una nuova crisi una nuova strategia e questa volta la Commissione Europea incalza la dose. Sull’onda del REpowerUE, i servizi della Commissione partono dall’abbinamento strategico della transizione verde e digitale per imperniare il modello economico dell’UE sul benessere, sulla sostenibilità e sulla circolarità, adottando la relazione di previsione strategica 2022 “Abbinamento delle transizioni verde e digitale in un nuovo contesto geopolitico”

Si tratta di una relazione imprescindibile quella tra transizione e digitale, che aiuta a conseguire neutralità climatica e transizione verde, che aiuta la digitalizzazione a contenerne l’impronta ambientale, ridurre i consumi energetici e circolarizzare i rifiuti che inevitabilmente produce.

Anche l’attuale instabilità geopolitica conferma la necessità di accelerare la duplice transizione e allo stesso tempo ridurre le dipendenze strategiche. Non si può infatti trascurare la ricaduta a livello sociale che nel breve termine avrà l’aumento dei prezzi dell’energia e dei prodotti alimentari.  A medio e lungo termine si dovrà invece sostenere il passaggio a catene di approvvigionamento più brevi e meno vulnerabili e, ove possibile, la rilocalizzazione in paesi amici (il cosiddetto friend-shoring) per migliorare l’accesso sostenibile alle materie prime.

Un gemellaggio, questo tra transizione digitale e transizione ecologica, che anticipa l’adozione di un  modello economico dell’UE sul benessere, sulla sostenibilità e sulla circolarità dove a giocare un ruolo principe non è solo il PIL ma è l’equità sociale l’agenda per le competenze, oltre che la mobilitazione degli investimenti pubblici e privati. Di qui al 2030 si prevede ogni anno quasi una spesa di 650 miliardi di €.

I dieci settori d’intervento della relazione di previsione strategica 2022 “Abbinamento delle transizioni verde e digitale in un nuovo contesto geopolitico”:

  1. rafforzare la resilienza e l’autonomia strategica aperta nei settori fondamentali per la duplice transizione, ad esempio attraverso il lavoro dell’Osservatorio dell’UE delle tecnologie critiche o la politica agricola comune per garantire la sicurezza alimentare;
  2. intensificare la diplomazia verde e digitale, sfruttando il potere normativo e di standardizzazione dell’UE e promuovendo nel contempo i valori dell’Unione e i partenariati;
  3. gestire strategicamente l’approvvigionamento di materie prime e materiali critici, adottando un approccio sistemico a lungo termine per evitare una nuova trappola della dipendenza;
  4. consolidare la coesione economica e sociale, ad esempio rafforzando la protezione sociale e lo Stato sociale, facendo in modo che anche le strategie di sviluppo regionale e gli investimenti svolgano un ruolo importante;
  5. adattare i sistemi di istruzione e formazione a una realtà tecnologica e socioeconomica in rapida trasformazione e sostenere la mobilità dei lavoratori in tutti i settori;
  6. mobilitare ulteriori investimenti adeguati alle esigenze future in nuove tecnologie e infrastrutture — in particolare in ricerca e innovazione e nelle sinergie tra capitale umano e tecnologia — con progetti transnazionali fondamentali per mettere in comune le risorse dell’UE, nazionali e private;
  7. sviluppare quadri di monitoraggio per misurare il benessere tenendo conto anche di elementi diversi dal PIL e valutare le opportunità offerte dalla digitalizzazione ma anche la sua impronta complessiva in termini di carbonio, energia e ambiente;
  8. garantire un quadro normativo adeguato alle esigenze future per il mercato unico, che favorisca modelli imprenditoriali e di consumo sostenibili, ad esempio riducendo costantemente gli oneri amministrativi, aggiornando gli strumenti della politica degli aiuti di Stato o applicando l’intelligenza artificiale all’elaborazione delle politiche e alla partecipazione dei cittadini;
  9. rafforzare l’approccio globale alla normazione e capitalizzare il vantaggio derivante dal ruolo di apripista dell’UE in materia di sostenibilità competitiva, con al centro il principio “ridurre, riparare, riutilizzare e riciclare”;
  10. promuovere un solido quadro per la cyber sicurezza e la condivisione sicura dei dati per garantire, tra l’altro, che i soggetti critici possano prevenire le perturbazioni, resistervi e superarle, rafforzando, in ultima analisi, la fiducia nelle tecnologie legate alla duplice transizione.

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