Premi "invio" per passare al contenuto

MonitoRA Segni incoraggianti sul fronte degli investimenti della spesa privata in tema di ricerca ed innovazione e fruizione dei beni culturali

La banca dati indicatori territoriali, nel mese di settembre, ha rilasciato 10 nuovi indicatori territoriali, 4 dei quali ricompresi nell’Accordo di Partenariato e visualizzabili sulla piattaforma MonitoRA.

I nuovi valori vanno ad arricchire il quadro delle osservazioni sul tema “Ricerca ed innovazione”. Gli aggiornamenti, relativi al 2018 e provenienti dalla fonte Istat “Conti economici nazionali”, sono legati al rafforzamento del sistema innovativo regionale e nazionale e all’incremento della collaborazione tra imprese e istituti di ricerca.

Dalle osservazioni delle performance (cfr. tabella 1) e dell’andamento degli indicatori aggiornati relativi al tema (cfr. tabella 2), emerge un quadro multiforme.

Rispetto all’indicatore “Incidenza della spesa pubblica per R&S sul PIL”, che misura la spesa per ricerca e sviluppo della Pubblica Amministrazione e dell’Università, presente nei PO di Basilicata e Puglia, si registra un valore più basso di quello baseline fissato all’atto della programmazione. Preoccupanti le osservazioni dell’indicatore in Puglia in cui, dopo aver quasi raggiunto il valore target nel 2014, ha intrapreso una fase discendente che non sembra arrestarsi.

Dati positivi emergono dalla lettura dell’indicatore “Incidenza della spesa per R&S del settore privato sul PIL”, presente nei PO di Basilicata, Calabria, Puglia e Sicilia. In tutte e quattro le regioni l’indicatore è al di sopra del valore di baseline e in Calabria si posizione sopra il valore target raggiungendo il risultato atteso dalle politiche di innovazione. Si tratta, in effetti, della Regione che, partendo dal valore di baseline più basso (0,02), si è posta il target più ambizioso (1), con uno sforzo previsto in sede di programmazione pari al +388%. Degna di nota anche la performance della Basilicata in cui l’indicatore, dato un baseline di 0,08 (2012) e un target di 0,15, nel 2017 si attesta a 0,23.

Una certa disomogeneità si risconta per l’indicatore “Incidenza della spesa totale per R&S sul PIL, incluso nei Programmi di tutte e cinque le regioni in ritardo di sviluppo. I nuovi valori mettono in luce situazioni caratterizzate da significative differenze sia rispetto alle performance che all’andamento.

La Basilicata fa registrare per l’indicatore i migliori risultati per entrambi. L’ultimo valore disponibile (0,68), infatti, ha superato il valore di baseline (0,54) ed è in dirittura di arrivo verso il target (0,70).

Il quadro più negativo lo mostra la Sicilia per la quale, sebbene si rilevi un andamento positivo (+0,2 rispetto a penultimo valore), è l’unica regione in cui l’indicatore si posiziona sotto il baseline.

Per la Calabria si nota lo sforzo percentuale associato al raggiungimento del target più elevato (+93%). Come mostrato su MonitoRA, la serie storica dell’indicatore mette in luce per questa regione un andamento positivo fino al 2014 e una brusca caduta con le successive osservazioni che ha riportato il valore dell’indicatore a quello fissato per il baseline (0,52 nel 2012), riducendo la possibilità di raggiungimento dell’ambizioso target (1,00) fissato al momento della stesura del POR.

Tabella 1. MonitoRA. Performance indicatori aggiornati per tema “Ricerca e Innovazione,ultimo valore  e sforzo percentuale previsto in fase di programmazione

 

Tabella 2. MonitoRA. Indicatori di risultato aggiornati sul tema “Ricerca ed innovazione” per PO delle regioni in ritardo di sviluppo(sforzo percentuale e andamento dell’indicatore)

Fonte: Nostre elaborazioni, settembre 2019. [Si riportano, per singolo indicatore, i dati relativi allo sforzo che ogni Regione deve compiere per raggiungere il target e l’andamento rispetto all’ultimo valore registrato. Con il colore verde si evidenziano i casi in cui è stato raggiunto il target, in giallo le situazioni in cui il valore osservato è superiore al baseline ed in rosso quelle in cui è inferiore al baseline]
Novità anche nell’ambito del settore dei beni culturali, con l’aggiornamento dell’indicatore “Indice di domanda culturale del patrimonio statale”, relativo al numero di visitatori degli istituti statali di antichità e d’arte per istituto statale. I nuovi dati arricchiscono con importanti informazioni l’analisi dell’efficacia delle azioni volte alla tutela e alla valorizzazione del patrimonio ambientale e culturale e, nello specifico, al miglioramento delle condizioni e degli standard di offerta e fruizione dello stesso nelle aree di attrazione (cfr. tab. 3 e 4).

L’indicatore, presente nei Programmi di tutte e cinque le regioni in ritardo di sviluppo, fa registrare risultati positivi; il valore di baseline è stato superato in tutti i territori sotto osservazione e in 3 regioni su 5 (Calabria, Campania e Puglia) il target è stato raggiunto e superato.

A livello territoriale, la performance migliore si registra in Campania, che si era anche posta il target più ambizioso (150 a fronte di un baseline di 103) con un valore 2018 dell’indicatore pari a 169. Nel POR campano, inoltre, l’indicatore è individuabile su due diversi assi: Asse 10 “Sviluppo urbano” e Asse 6 “Tutela e valorizzazione del patrimonio ambientale e culturale”. La Basilicata è la regione che fa rilevare, ad oggi, lo sforzo percentuale più elevato, ma l’indicatore sembra stia andando nella giusta direzione. Se si considera lo sforzo percentuale previsto in partenza (+81,38%), si noterà inoltre che si tratta della regione che si è posta il valore target più ambizioso.

Da segnalare, infine, che l’indicatore presenta un andamento positivo in tutte le ragioni ad eccezione della Calabria in cui si misurano valori in flessione dal 2016.

 

Tabella 3 – MonitoRA. Performance indicatore “Indice di domanda culturale del patrimonio statale”, ultimo valore e sforzo percentuale previsto in fase di programmazione

Fonte: Nostre elaborazioni, settembre 2019

 

Tabella 4 – MonitoRA. Indicatori di risultato aggiornati sul tema Beni culturali per PO delle regioni in ritardo di sviluppo (sforzo percentuale e andamento dell’indicatore)

Fonte: Nostre elaborazioni, settembre 2019. [Si riportano, per singolo indicatore, i dati relativi allo sforzo che ogni Regione deve compiere per raggiungere il target e l’andamento rispetto all’ultimo valore registrato. Con il colore verde si evidenziano i casi in cui è stato raggiunto il target, in giallo le situazioni in cui il valore osservato è superiore al baseline ed in rosso quelle in cui è inferiore al baseline]
I dati, riferiti al 2018, sono frutto di elaborazioni Istat su dati MIBACT e del Dipartimento dei beni culturali e dell’identità siciliana della Regione Sicilia. I valori riportati sono calcolati, per gli istituti museali a pagamento, a partire dai biglietti emessi, mentre, per gli istituti museali gratuiti, risultano stimati o rilevati dal registro delle presenze o da un dispositivo conta-persone.

Si segnala che, su base settembre 2019, per l’indicatore sono stati rilasciati anche gli aggiornamenti a livello provinciale.

I commenti sono disabilitati.