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Next Generation EU: di fronte alla sfida l’Europa presenta la risposta ambiziosa

La Commissione Europea lo scorso 27 maggio ha presentato un massiccio piano per la ripresa che punta a sfruttare fino in fondo il potenziale del bilancio dell’UE[1], e contribuire a riparare i danni economici e sociali causati dalla pandemia di coronavirus, rilanciare la ripresa europea, proteggere l’occupazione e creare posti di lavoro. Una risposta articolata e ambiziosa che conferma l’approccio determinato e solidale della Commissione Europea di fronte ad una crisi di portata mondiale.

Strumenti proposti in risposta UE alla crisi sanitaria

SURE / sostegno per la gestione della crisi pandemica nell’ambito del MES / Fondo di garanzia della BEI per i lavoratori e le imprese 540 miliardi di €
Next Generation EU Rinforzo temporaneo 750 miliardi di €
Quadro finanziario pluriennale 1 100 miliardi di €   1 100 miliardi di €

Complessivamente con i 750 miliardi di € di Next Generation EU e il potenziamento mirato del bilancio a lungo termine dell’UE per il periodo 2021-2027, la “potenza di fuoco” del bilancio dell’UE arriverà a 1 850 miliardi di €, al quale si aggiungono i tre importanti strumenti (SURE, MES, BEI), approvati dal Consiglio europeo il 23 aprile 2020, per un valore di 540 miliardi di €.

Quello che fino a poco fa era definito ‘Recovery fund’, con la comunicazione del 27 maggio scorso è stato ribattezzato ‘Next generation EU’. Nelle intenzioni della Commissione infatti si tratta di un “nuovo patto generazionale” finalizzato a riparare, “ma anche a preparare un futuro migliore per le generazioni future”.

Next Generation EU rappresenta la risposta diretta a ogni singolo cittadino e ai partner globali dell’Unione Europea. Essa poggia su tre pilastri ispirati dall’obiettivo strategico fondamentale: Investire in un’Europa verde, digitale e resiliente


Sostenere gli Stati membri a riprendersi dalla crisi, superarne gli effetti e riemergere più forti

La maggior parte dei finanziamenti di Next Generation EU (oltre l’80 %) sarà destinata a sostenere investimenti pubblici e riforme strutturali fondamentali negli Stati Membri, concentrandosi laddove l’impatto della crisi e il bisogno di resilienza sono maggiori. Il dispositivo per la ripresa e la resilienza, la politica di coesione e il meccanismo per una transizione giusta, integrati nel semestre europeo, avranno un ruolo determinante per la ripresa. La loro attuazione si accompagnerà al rafforzamento del Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale consentendo alle zone rurali di operare i cambiamenti strutturali necessari conformemente al Green Deal europeo.

Il sostegno dell’UE sarò ancorato ai Piani Nazionali di Ripresa e Resilienza che, presentati alla Commissione, permetteranno agli Stati Membri di ricevere contributi e prestiti sulla base di alcuni parametri quali popolazione, PIL pro capite, tasso di disoccupazione.

La politica di coesione, attraverso il programma REACT-UE, garantirà una ripresa equilibrata, promuovendo la convergenza e facendo in modo che nessuno rimanga indietro. Sulla scia della risposta iniziale alla crisi (CRII e CRII+) e con un incremento di €55 miliardi sui programmi in attuazione 2014-2020, React-UE fornirà un sostegno importante e tempestivo agli Stati Membri e alle regioni maggiormente coinvolte dalla crisi sanitaria ed economica. Gli importi aggiuntivi saranno interamente finanziati dal bilancio dell’UE, evitando gli eventuali ostacoli imputabili all’incapacità di cofinanziamento da parte dello Stato Membro.  Tali importi si andranno ad aggiungere agli stanziamenti proposti per il periodo 2021-2027 e saranno distribuiti tra i paesi dell’UE in base al loro livello di prosperità e agli effetti socioeconomici della crisi. In maniera eccezionale, rispetto alle consuete regole di riparto dei fondi, si tratta di risorse che non saranno suddivise per regione o settori al fine di consentire il targeting delle aree (geografiche o settoriali) in cui il sostegno è maggiormente necessario.

Il prefinanziamento elevato (50%) permetterà un’immediata immissione di risorse nell’economia reale, a vantaggio di cittadini ed imprese, contribuendo al sostegno dell’occupazione, anche attraverso modelli di lavoro flessibili ed il rafforzamento dell’offerta dei servizi e infrastrutture a servizio dei cittadini.

La resilienza, concetto dominante e ispiratore del piano per la ripresa troverà ampi margini di interpretazione nella politica di coesione. Sia nel React-Ue per i programmi 2014-2020 che nel nuovo quadro finanziario pluriennale 2021-2027 in nome della resilienza si darà spazio ad investimenti verdi, digitali e che favoriscono la crescita colmando il divario tra il bilancio dell’UE a lungo termine attuale e quello successivo.

L’overlapping dei programmi della politica di coesione (ciclo in corso e prossimo), ampliato con la dotazione delle risorse aggiuntive, prevede condizioni tali da permetterà agli Stati Membri di concentrarsi sul sostegno a una rapida ripresa, aprendo la strada allo sviluppo economico a lungo termine e alla competitività dell’UE. I temi rilevanti si ritrovano nella maggiore attenzione alla competitività economica attraverso la ricerca e l’innovazione, la transizione digitale, l’agenda dell’European Green Deal e il pilastro europeo dei diritti sociali, il potenziale della cultura e del turismo e i sistemi sanitari. Oltre al focus dei temi rilevanti, la Commissione propone di migliorare la capacità di risposta degli Stati Membri di fronte circostanze inaspettate, attraverso una maggiore flessibilità, permettendo il trasferimento di risorse tra fondi dell’UE tempestivamente, consentendo agli Stati membri dell’UE, per la graduale attuazione dei progetti, più tempo per completare le operazioni che non sono state completate nell’ambito dei programmi 2014-2020.

L’approvazione del Piano per la ripresa e il rilancio, considerato l’esito del Consiglio del 19 giugno scorso e le posizioni negoziali degli Stati Membri, potrebbe avvenire entro luglio, seppur con modifiche migliorative.

[1] Brussels, 27.5.2020 COM(2020) 456 fina COMMUNICATION FROM THE COMMISSION TO THE EUROPEAN PARLIAMENT, THE EUROPEAN COUNCIL, THE COUNCIL, THE EUROPEAN ECONOMIC AND SOCIAL COMMITTE AND THE COMMITTEE OF THE REGIONS Europe’s moment: Repair and Prepare for the Next Generationl

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