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MonitoRA. Raccolta differenziata: un target a portata di mano.

Sostenibilità ambientale, economia circolare, efficienza energetica, riduzione delle emissioni di gas inquinanti rappresentano le sfide da perseguire nell’ambito della “Rivoluzione verde e transizione ecologica”, una delle sei missioni fissate dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza per l’Italia (PNRR), finanziato dal programma europeo Next Generation EU, in coerenza con il Green Deal europeo, varato dalla UE per raggiungere la neutralità climatica in Europa entro il 2050.

La lunga e ambiziosa strada verso la transizione ecologica e la riduzione dell’impatto ambientale, passa anche attraverso il corretto ed efficace smaltimento dei rifiuti: secondo quanto stabilito dall’ONU nell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile entro il 2030 “l’Europa dovrà ridurre in modo sostanziale la produzione di rifiuti attraverso la prevenzione, la riduzione, il riciclaggio e il riutilizzo”.

Il nostro Paese si contraddistingue per essere tra i più virtuosi d’Europa, come dimostra l’undicesima edizione del Rapporto Greenitaly redatto dalla Fondazione Symbola con Unioncamere. Tuttavia, nell’ambito della raccolta dei rifiuti – tema cruciale per la riduzione di sprechi e inquinamento – c’è ancora molto da fare, soprattutto in alcune aree geografiche.

La fotografia dell’Italia

Sebbene l’Italia sia intervenuta a livello legislativo per disciplinare l’intero ciclo della gestione dei rifiuti, le politiche ambientali messe in campo non si sono mostrate all’altezza degli obiettivi attesi. Secondo quanto stabilito nel D.Lgs. 152/2006, L. 296/06, entro il 31 dicembre 2012, la percentuale di rifiuti oggetto di raccolta differenziata avrebbe dovuto rappresentare il 65% del totale. Eppure, nonostante il trend di crescita, l’Italia disattende le aspettative e fa registrare per l’indicatore “Raccolta differenziata dei rifiuti” uno stentato 61% (dato 2019).

A partire dall’aggiornamento della Banca dati indicatori territoriali per le politiche di sviluppo, effettuato a marzo 2021, abbiamo provato a ricostruire il quadro territoriale al fine di analizzare quali e quante regioni fanno registrare per l’indicatore valori significativamente al di sotto del target fissato per il 2012 (cfr. Figura 1).

Il Mezzogiorno è la ripartizione territoriale che ha fornito il contributo minore al raggiungimento del target, con un valore medio di raccolta differenziata pari al 50,6% dei rifiuti urbani. Al di sotto della soglia nazionale, anche il Centro con 58,1%. Di gran lunga più positiva la performance della ripartizione Nord che con 69,6% di raccolta differenziata supera di oltre 8 punti percentuali la media Italia. Tra le regioni più virtuose si segnalano il Veneto (74,7%), la Sardegna (73,3%) e il Trentino Alto-Adige (73,1%). Superano quota 70%, (+ 10 punti percentuali rispetto al valore Italia), anche la Lombardia (72%), l’Emilia Romagna (70,6%) e le Marche (70,3%).

Fatta eccezione per la Sardegna, tutte le regioni del Mezzogiorno si posizionano al di sotto della media nazionale.

Figura 1. Raccolta differenziata dei rifiuti urbani per ripartizione territoriale e regioni. Anno 2019 (valori percentuali).

Fonte: Nostre elaborazioni su dati Istat (Banca dati indicatori territoriali per le politiche di sviluppo)

Le aree in ritardo di sviluppo

La gestione ottimale dei rifiuti rappresenta una delle priorità di intervento della politica di coesione territoriale per il 2014/2020 su cui sono state concentrate risorse ed interventi. Per una lettura dello scenario di cambiamento delineato per il 2023 dalle regioni in ritardo di sviluppo e per analizzare lo stato di avanzamento degli indicatori di risultato è possibile accedere a MonitoRA che rende disponibili i cruscotti informativi a livello territoriale su baseline, target e sforzo percentuale di partenza e residuo.

Nella tabella 1 sono riportarti i dati salienti estratti dalla Piattaforma per l’approfondimento dell’analisi. Tutte le regioni avevano fissato target sfidanti, anche per rispondere agli obblighi normativi, fatta eccezione per la Puglia il cui target di raccolta differenziata dei rifiuti urbani era fissato (stranamente) al 40%. I valori di partenza erano estremamente bassi soprattutto in Sicilia e Calabria.

Esaminando l’attuale scostamento tra l’ultimo valore registrato per l’indicatore e il target, si nota che lo sforzo rimanente per Calabria, Campania e Basilicata oscilla tra il 32% e il 36%. La Sicilia, che si è caratterizzata per aver messo in campo la sfida più impegnativa, è passata dal 13,2 del baseline al 38,5% di raccolta differenziata. Considerato il trend di crescita positivo, è ragionevole ritenere che per queste quattro regioni sia possibile raggiungere il target prefissato e quindi traguardare, anche se con un decennio di ritardo, l’obiettivo del 2012. La Puglia arriva anticipatamente al target 2023, ma ad oggi la percentuale di raccolta differenziata è più bassa di quanto stabilito dalla legge (circa 15 punti percentuali).

Tabella 1 – MonitoRA. Performance indicatore “Raccolta differenziata dei rifiuti urbani” nelle cinque regioni in ritardo di sviluppo.

Indicatore Regione Baseline Ultimo valore disponibile

(2019)

Target Sforzo percentuale

originario

Sforzo percentuale

rimanente

Raccolta differenziata dei rifiuti urbani Basilicata 25,8 49,3 65,0 151,9% 31,6%
Calabria 14,8 47,9 65,0 342,1% 35,6%
Campania 41,5 52,7 70,0 68,6% 32,7%
Puglia 22,0 50,5 40,0 76,2% Obiettivo raggiunto
Sicilia 13,2 38,5 65,0 392,4% 68,7%

Fonte: Nostre elaborazioni su dati Istat (Banca dati indicatori territoriali per le politiche di sviluppo) e POR delle Regioni in ritardo di sviluppo

L’analisi del dato a livello provinciale (vedi Figura 2) consente di evidenziare in quali aree i policy maker devono monitorare i risultati degli interventi messi in campo per verificare l’effettivo miglioramento dell’indicatore e per introdurre eventuali interventi rafforzativi della strategia.

Le province più virtuose sono tutte campane: spicca Benevento, che con il 71,9% si allinea alle regioni del Nord, con Avellino e Salerno entrambe al 64,3%, ovvero sopra la media italiana e di poco al di sotto del target di legge. Criticità evidenti si riscontrano, al contrario, per la provincia di Palermo (29%), Crotone (30,8), Messina (32,8%) e Foggia (34,1).

La situazione più grave è quella della Sicilia, dove solo in 2 province la raccolta differenziata supera il 50%.

Figura 2. Raccolta differenziata dei rifiuti urbani: valori provinciali delle regioni in ritardo di sviluppo. Anno 2019 (valori percentuali).

Fonte: Nostre elaborazioni su dati Istat (Banca dati indicatori territoriali per le politiche di sviluppo)

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