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La tutela del consumo del suolo – Il progetto “Criminal Focus Area”

Per rafforzare la legalità sul territorio e contrastare fenomeni criminali connessi alle attività produttive, AGEA (ente che assicura le funzioni, tra le altre, di Organismo Pagatore dello Stato per l’erogazione di fondi dell’Unione Europea in agricoltura e sovrintende alla gestione del Sistema Informativo Agricolo Nazionale – SIAN) ha realizzato un progetto, sulla base di un protocollo d’intesa sottoscritto con il Ministero dell’Interno, denominato Criminal Focus Area (CFA).

L’obiettivo è quello di rendere disponibili alle forze dell’ordine e, più in generale, a tutte le autorità pubbliche interessate al controllo del territorio (Es. Comuni, Enti Locali, Autorità Giudiziaria, ecc.), uno strumento per contrastare il fenomeno della criminalità nelle aree produttive delle regioni meno sviluppate (Campania, Puglia, Calabria, Basilicata, Sicilia).

Il progetto, finanziato dal PON Legalità per oltre 24 milioni di euro, oltre al finanziamento di analogo valore di AGEA, prevede di sviluppare una correlazione con i dati giudiziari, ambientali ed economici, determinando modelli metodologici statistici innovativi con cui è possibile costruire un possibile identikit di comuni con una maggiore probabilità di presenza di criminalità.

In particolare, si tratta di sviluppare e potenziare strumenti che registrano e analizzano le variazioni quali-quantitative sul territorio degli elementi indicativi di attività criminose inibenti lo sviluppo economico-sociale e che consentiranno di identificare dei Criminal Focus Area (CFA), al fine di un loro costante monitoraggio.

Infatti, attraverso immagini aerofotogrammetriche, accessibili da un cruscotto web, registrate in due o più distinte fasi temporali, è possibile di individuare e analizzare l’evoluzione del consumo del suolo individuando alcuni elementi che possano indicare la presenza di attività criminali. Si tratta, ad esempio, presenza di rifiuti, scassi o cave riempite con potenziali sversamenti o altri inquinanti solidi, baraccopoli per lavoratori in nero soggetti al caporalato. Sulla base delle variazioni registrate vengono poi identificate eventuali specifiche Criminal Focus Area (CFA), ad esse correlate.

Con l’utilizzo di moderne tecnologie e competenze specialistiche in materia di telerilevamento e di fotointerpretazione del suolo, attraverso la sovrapposizione delle foto aeree storicizzate, si forniscono informazioni sull’evoluzione del consumo del territorio e si possono anche sviluppare concrete previsioni sulle tendenze in atto per adottare adeguate misure di contrasto all’illegalità o comunque ai fenomeni indesiderati.

Occorre precisare che, comunque, la rilevazione del consumo del territorio non si limita alle zone geografiche meno sviluppate (Sicilia, Calabria, Puglia, Campania, Basilicata), ma si estende all’intero territorio nazionale per identificare tutte quelle superfici che ospitano segmenti di filiere del settore agroalimentare (carne bovina, suina, latte, pomodoro, ecc.) che potrebbero essere comunque esposte ad infiltrazioni di organizzazioni volte a condurre attività illecite

Infatti, Agea sviluppa apposite tabelle di analisi e mappatura consultabili in formato interattivo su uno strumento di business intelligence web-based dedicate alle diverse filiere attraverso la raccolta dei dati che vengono comunque sottoposti ad attività data cleaning per la rimozione di eventuali errori (rimozione di dati anomali, compilazione di valori mancanti e armonizzazione del set dati) così da assicurarne il corretto utilizzo.

Le funzionalità a disposizione degli utenti spaziano dalla semplice visualizzazione dei dati al loro aggiornamento e modifica e all’inserimento di nuove informazioni, dalla consultazione di report e statistiche alla possibilità di esportare mappe personalizzate.

Più in particolare, al fine di garantire il rispetto della normativa Privacy, i dati relativi alle CFA vengono resi disponibili secondo tre diverse modalità di consultazione:

  1. Strato grafico-informativo di base: accessibile a tutte le categorie di utenti, non contiene dati personali né gli estremi delle particelle catastali, in quanto riconducibili a dati personali.
  2. Strato grafico-informativo contenente i dati SIAN: accessibile esclusivamente da utenti appartenenti ad Autorità o Amministrazioni competenti in materia di prevenzione o accertamento di reati o irregolarità amministrative. Contiene le informazioni relative a produttori, proprietari o possessori delle superfici ove ricadono le CFA.
  3. Strato grafico-informativo scientifico-analitico: accessibile a tutti gli utenti che ne facciano espressa richiesta per finalità scientifiche o di analisi, programmazione e pianificazione del territorio. Contiene gli esiti delle correlazioni tra i dati anonimizzati dei CFA e quelli provenienti da altre banche dati non contenenti dati personali (es. EFA, sitiNatura2000, filiere alimentari, indici di sviluppo economico e sociale, ecc.).

I risultati ottenuti mediante procedure automatiche per l’individuazione di variazioni dell’uso del suolo sono analizzati da operatori foto-interpreti (professionisti specializzati) che, mediante il confronto tra le ortofoto delle diverse annualità, individuano la presenza di variazioni sospette per individuare i possibili rischi, classificati nelle seguenti macro-tipologie:

  1. Rischi Ambientali (es. Movimenti di terra sospetti, Invasi ricoperti nel tempo, Presenza di rifiuti, Sversamenti sospetti di liquami);
  2. Edifici Apparentemente Abbandonati (es. Fabbricati in apparente stato di abbandono, Baraccopoli per l’alloggiamento di manodopera per assoggetta al caporalato, ecc.);
  3. Edifici Non Censiti;
  4. Fire Areas.

Ad oggi sono già individuate nel CRUSCOTTO oltre 3.000 CFA a livello nazionale, di cui poco più di 2.000 concentrate nelle 5 regioni meno sviluppate (Campania, Basilicata, Puglia, Calabria e Sicilia).

Si riporta un esempio di rilevamento delle variazioni intercorse in un sito, a partire dal 2014, nel 2017 e nel 2020

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