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GBER targeted, un passo avanti verso green e digital

La Commissione lo scorso 23 luglio ha approvato la modifica del regolamento (UE) n. 651/2014 che dichiara alcune categorie di aiuti compatibili con il mercato interno in applicazione degli articoli 107 e 108 del trattato.  Si tratta del regolamento (UE) n. 2021/1237 pubblicato il 29 luglio in gazzetta ufficiale che tende a garantire la coerenza degli aiuti di stato in esenzione con la risposta politica generale adottata dalla Commissione, in particolare nel periodo 2020-2021, in considerazione delle conseguenze economiche e finanziarie della pandemia di COVID-19 per le imprese.

La Commissione, infatti, ha ritenuto opportuno adeguare il regolamento (UE) n. 651/2014, in primis per consentire alle imprese che sono diventate imprese in difficoltà a causa della pandemia di COVID-19 di poter continuare a beneficiare degli aiuti a norma del regolamento (UE) n. 651/2014 per un periodo limitato, vale a dire dal 1º gennaio 2020 al 31 dicembre 2021. Inoltre, un aspetto rilevante che solleva le imprese da un onere particolarmente gravoso in questo periodo, è rappresentato dalla modifica che permette di non considerare come violazione dell’obbligo di mantenere posti di lavoro per quei beneficiari di aiuti a finalità regionale agli investimenti che nel periodo compreso tra il 1º gennaio 2020 e il 30 giugno 2021 hanno – temporaneamente o definitivamente – licenziato personale a causa della pandemia di COVID-19.

Le norme rivedute riguardano:

  1. gli aiuti concessi dalle autorità nazionali per progetti finanziati attraverso alcuni programmi dell’UE gestiti a livello centrale nell’ambito del nuovo quadro finanziario pluriennale;
  2. determinate misure di aiuto di Stato a sostegno della transizione verde e digitale che sono al tempo stesso rilevanti per la ripresa dagli effetti economici della pandemia di coronavirus.

Si tratta di un’importante semplificazione che, grazie all’esenzione dell’aiuto dalla notifica, facilita la rapida attuazione delle misure da parte degli Stati membri, anche rispetto a quanto previsto nei Piani di Ripresa e Resilienza.

La Commissione ha provveduto a semplificare le disposizioni in materia di aiuti di Stato applicabili al finanziamento nazionale di progetti o prodotti finanziari che rientrano in determinati programmi dell’UE. Le modifiche apportate al regolamento generale di esenzione per categoria inoltre garantiscono una maggiore uniformità tra le norme relative ai finanziamenti dell’Unione e quelle sugli aiuti di Stato applicabili a questo tipo di finanziamenti evitando inutili complessità e tutelando al contempo la concorrenza all’interno del mercato unico dell’UE.

I fondi nazionali interessati riguardano:

  • Operazioni di finanziamento e di investimento sostenute dal Fondo InvestEU.
  • Progetti di ricerca, sviluppo e innovazione che hanno ricevuto un “marchio di eccellenza” nell’ambito di Orizzonte 2020 o di Orizzonte Europa, nonché progetti di ricerca e sviluppo o azioni di Teaming cofinanziati nell’ambito di Orizzonte 2020 o di Orizzonte Europa.
  • Progetti di cooperazione territoriale europea, nota anche come “Interreg”.

In particolare, rispetto alle imprese che partecipano ai progetti di cooperazione territoriale europea (CTE), data l’importanza che riveste la CTE per la politica di coesione le modifiche introdotte hanno affrontato alcune difficoltà che tipicamente vengono incontrate dai progetti CTE al fine di renderli più conformi alle norme sugli aiuti di Stato.

Le nuove categorie di aiuti che saranno esentate dall’obbligo di notifica rientrano in settori che costituiscono priorità assolute per la duplice transizione, digital e green. In questo modo, gli aiuti forniti sosterranno anche la ripresa dagli effetti economici della crisi del coronavirus e garantiranno che tale ripresa contribuisca alla transizione verso un’economia verde e digitale. Le categorie di aiuti interessate sono le seguenti:

  • Aiuti a progetti di efficienza energetica nell’edilizia.
  • Aiuti alle infrastrutture di ricarica e rifornimento per veicoli stradali a basse emissioni.
  • Aiuti a reti fisse a banda larga, reti mobili 4G e 5G, alcuni progetti transeuropei nell’ambito dell’infrastruttura per la connettività digitale e determinati buoni di collegamento a internet.

Maria Orlacchio

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