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La leadership del Porcospino – S3 e piattaforme tematiche

Dalla Natura, si sa, l’uomo ha tratto sempre ispirazione, nel mondo dell’arte, della tecnologia….

Un’altra cosa che possiamo apprendere dal mondo animale è l’importanza della collaborazione.

Collaborare significa dare il proprio contributo per un’impresa, un’attività o un progetto, aiutarsi a vicenda per produrre un risultato migliore di quello che si raggiungerebbe da soli.

La collaborazione prevede un beneficio per tutti quelli che collaborano, in natura, le specie che cacciano in branco ottengono più successo rispetto a quelli che cacciano singolarmente ed animali come le api e le formiche collaborano insieme per procurarsi il cibo.

Nel nuovo ciclo di programmazione 2021-2027, nell’elenco dei criteri che saranno considerati ai fini della verifica del soddisfacimento della condizione abilitante strategie di specializzazione intelligente (di seguito S3), figura anche la presenza di “misure per la collaborazione internazionale”.  

L’Unione europea continua ad essere il più grande mercato unico al mondo. Nondimeno, vi sono nuove realtà emergenti in altri continenti che ci obbligano a conferire un nuovo approccio alla nostra politica di innovazione e di crescita. La modernizzazione industriale è essenziale per rafforzare la competitività dell’Europa; l’importanza che tutti i livelli di governo (UE, nazionale, regionale e locale) collaborino tra loro e che il livello subnazionale disponga di opportunità e fondi sufficienti per assumersi la responsabilità del suo potenziale di sviluppo sottolinea che le S3 fungono da catalizzatori della politica per l’innovazione e la crescita e costituiscono un fattore importante per il successo della politica di coesione.

Le S3 hanno creato una nuova “cultura della collaborazione” all’interno delle regioni, in quanto si basano su un processo collaborativo e partecipativo tra gli attori della ricerca e dell’innovazione e l’industria, che agevola l’innovazione motivata dalla domanda e le soluzioni collettive e catalizzano lo sviluppo di veri e propri ecosistemi regionali dell’innovazione. Questi ultimi producono effetti significativi per l’economia e la competitività regionale, e generano un’eccellente innovazione vicina ai cittadini sulla base delle loro necessità locali.

Inoltre, le S3 vanno al di là delle singole strategie delle regioni, dovrebbero invece essere utilizzate per promuovere una più efficace politica di innovazione e favorire la cooperazione interregionale che contribuirà a riconfigurare le catene di valore dell’UE in quanto promuove le sinergie tra il settore pubblico e quello privato in termini d’investimenti, contribuendo allo sviluppo dell’economia dell’UE nel suo insieme, rendendo più facile e più efficiente l’accesso alle infrastrutture delle tecnologie combinate e connesse, e di conseguenza a ridurre i rischi tecnologici e le incertezze nel settore industriale.

Nel momento in cui l’UE avanza verso i negoziati e le discussioni su un nuovo quadro finanziario pluriennale (QFP) per il periodo 2021-2027, è opportuno riflettere sul tipo di strumenti che l’UE dovrebbe utilizzare al fine di promuovere la cooperazione interregionale sulla base delle S3, data la necessità di lavorare in collaborazione a tutti i livelli, dal livello locale a quello europeo, ritiene necessario affrontare le seguenti sfide:

  • eliminare, ove possibile, la complessità e rafforzare le sinergie e la coerenza della gestione dei fondi, onde creare un ecosistema che permetta le sinergie tra i finanziamenti regionali e quelli europei;
  • mettere in funzione strumenti finanziari attraenti che contribuiscano a creare un ecosistema di cooperazione interregionale;
  • mantenere un approccio dal basso verso l’alto che tenga conto delle esigenze locali e delle relative priorità di S3 al fine di incrementare la sinergia tra i fondi dell’UE;

In questo scenario, nell’ambito delle attività del Laboratorio nazionale sulle politiche della ricerca e dell’innovazione promosso dall’Agenzia per la Coesione Territoriale, è nata un’iniziativa mirata a ricostruire il quadro dell’attuale partecipazione regionale a due delle piattaforme europee di cooperazione più strettamente legate alle S3 – la piattaforma delle partnership tematiche S3 promossa dal Joint Research Centre di Siviglia (https://s3platform.jrc.ec.europa.eu/) e la piattaforma European Strategic Cluster Partnerships for smart specialisation investments (ESCP S3 – https://www.clustercollaboration.eu/eu-cluster- partnerships/escp-s3)2 – al fine di verificare in che misura i soggetti italiani fossero già protagonisti, in questi ambiti, di percorsi di cooperazione.

Di seguito la rappresentazione grafica di sintesi del quadro complessivo dei partecipanti alle diverse partnership attive ad ottobre 2020.

Da questa istantanea si evince rispetto all’attuale scenario nazionale che:

  • la partecipazione italiana alla maggior parte delle partnership delle 4 Piattaforme (su un totale di 43 partnership attive l’Italia non è rappresentata da alcuna regione/soggetto solo su 8);
  • una partecipazione regionale alle partnership con un ruolo di coordinamento in un numero significativo di casi (delle 43 partnership attive 13 sono coordinate da soggetti italiani);
  • una partecipazione regionale alle partnership non equilibrata in termini territoriali, per effetto di una forte presenza di poche regioni del Centro-Nord, anche con ruoli di coordinamento, e di una partecipazione numericamente non soddisfacente delle Regioni del Mezzogiorno.

Per la rilevanza assunta dalle iniziative promosse, quindi, la partecipazione alle Piattaforme Tematiche S3 può rappresentare per il periodo 2021-2027 un importante riferimento per indirizzare le attività di cooperazione internazionale negli ambiti S3 in una logica di risposta al pertinente criterio della condizione abilitante, contribuendo al rafforzamento dei percorsi di specializzazione intelligente, a livello nazionale e regionale.

Per approfondimenti:

https://www.agenziacoesione.gov.it/wp-content/uploads/2021/06/Vademecum-vers-2.0_giugno2021-1.pdf

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