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PNRR: la parola ai numeri

L’audizione del Ministro dell’Economia e delle Finanze Daniele Franco – al Parlamento dello scorso 23 febbraio, illustra lo stato di attuazione del PNRR fornendo un’istantanea sulla sua attuazione e gli obbiettivi da raggiungere. La ripartizione territoriale conferma che la maggiore concentrazione delle risorse (almeno il 40%) è destinata alle aree del Mezzogiorno per riduzione dei divari territoriali che affliggono il nostro Paese.

Le risorse messe a disposizione dell’Italia sono ingenti: 191,5 miliardi, di cui 68,9 miliardi di contributi a fondo perduto e 122,6 miliardi di prestiti.

Il PNRR italiano ha la dotazione finanziaria complessiva più ampia e con il più ampio ricorso al prestito.

Paese Importo totale

(mld €)

Prestiti

(mld €)

Sovvenzioni

(mld €)

Italia 191,50 122,60 68,90
Spagna 69,51 69,51
Francia 40,90 40,90
Polonia 35,52 12,10 23,90
Grecia 30,50 12,70 17,80
Romania 29,18 15,00 14,30
Germania 27,90 27,90
Portogallo 16,61 2,70 13,90
Ungheria 7,20 7,20
Repubblica Ceca 7,10 7,10
Slovacchia 6,60 6,60
Bulgaria 6,60 6,60
Croazia 6,40 6,40
Belgio 5,92 5,92
Olanda Piano nazionale non presentato
Austria 4,50 4,50
Svezia 3,29 3,29
Slovenia 2,50 0,70 1,80
Lituania 2,22 2,22
Finlandia 2,10 2,10
Lettonia 1,83 1,83
Danimarca 1,55 1,55
Cipro 1,21 0,20 1,01
Irlanda 1,00 1,00
Estonia 0,98 0,98
Malta 0,32 0,32
Lussemburgo 0,09 0,09
Totale 503,62 166 337,62

A queste risorse il Governo ha associato 30,6 miliardi di risorse nazionali con il cosiddetto Fondo complementare. Il Piano è stato approvato dal Consiglio UE il 13 luglio 2021. La Commissione ha versato all’Italia (il 13 agosto 2021) la prevista anticipazione finanziaria, pari complessivamente a 24,9 miliardi.

Il 22 dicembre 2021 il Ministero dell’economia e delle finanze ha siglato con la Commissione europea gli Accordi Operativi (Operational Arrangements).

Operational Arrangements: meccanismi attraverso cui l’Unione europea verificherà l’effettivo e soddisfacente conseguimento dei traguardi e degli obiettivi previsti dal Piano per ciascuna scadenza semestrale, al cui esito positivo è subordinata l’erogazione delle rate di rimborso

Tra giugno 2022 e dicembre 2022, l’Italia dovrà raggiungere 100 obiettivi, 83 milestone, 17 target, e risorse pari a 45,9 milioni di euro.

Milestone: rappresentano i traguardi (ad esempio adozione di norme, conclusione di accordi, aggiudicazione di appalti, avvio di sistemi informativi, ecc.)

Target: rappresentano gli obiettivi di tipo quantitativo (ad esempio assumere un certo numero di persone in un settore, ridurre di un certo numero le cause pendenti)

I 45 traguardi e obiettivi da conseguire nel primo semestre 2022 riguardano le seguenti Missioni:
Missione 1 – Digitalizzazione, innovazione, competitività, cultura e turismo: 1 obiettivo e 13 traguardi;
Missione 2 – Rivoluzione verde e transizione ecologica: 14 traguardi;
Missione 4 – Istruzione e ricerca: 8 traguardi;
Missione 5 – Inclusione e coesione: 4 traguardi;
Missione 6 – Salute: 6 traguardi.

Il Ministero della Transizione Ecologica è quello che nel 2022  deve conseguire il numero più elevato di obiettivi (11), ripartiti in 7 riforme e 4 investimenti.

Tra gli obiettivi quantitativi più significativi citiamo:

(i) l’assegnazione di almeno 300 borse di studio a giovani ricercatori,

(ii) il rimboschimento di aree verdi urbane ed extraurbane attraverso la piantagione di 1 650 000 alberi;

(iii) il potenziamento di almeno 250 centri per l’impiego;

(iv) la realizzazione di almeno 500 progetti relativi alla ristrutturazione di spazi domestici e/o fornitura di dispositivi ICT alle persone con disabilità.

Avanzamento finanziario del PNRR

A oggi risultano spese già sostenute per circa 5,1 miliardi collegate alle seguenti linee di intervento:

  • 2,5 miliardi per interventi nel settore ferroviario (RFI);
  • 1,2 miliardi per interventi collegati all’ecobonus;
  • 990 milioni per Transizione 4.0;
  • 395 milioni per interventi nel settore della digitalizzazione della Scuola e per la messa in sicurezza degli edifici scolatici

Sono stati attivate complessivamente 149 procedure per un importo complessivo di 55,9 miliardi, distinte tra procedure per appalti pubblici (beni, servizi e lavori), bandi per l’individuazione delle proposte progettuali e bandi per la selezione di esperti.

Impatto territoriale del Piano

A oggi, in base ai provvedimenti già adottati dalle singole amministrazioni, risultano assegnati a livello territoriale circa 56,6 miliardi di euro. Di questi, 25,7 miliardi (il 45%) risultano assegnati in favore di regioni del Mezzogiorno, 18,7 sono assegnati ad aree del Nord, 9,3 ad aree del Centro e 2,9 miliardi non hanno una ripartizione territoriale specifica.

Le criticità che diventano sfide

Le principali criticità all’attuazione del piano sono riconducibili alle carenze in termini di capacità tecnica e amministrativa di alcuni enti pubblici, soprattutto a livello locale, dalle procedure non sempre improntate a criteri di snellezza e flessibilità e dalla complessità oggettiva di alcuni interventi previsti nel PNRR, che necessitano di specifiche competenze professionali. Anche la complessità legata ad alcune condizionalità proprie del Dispositivo di Ripresa e Resilienza, come per esempio il rispetto del principio del non arrecare danni all’ambiente (cosiddetto do no significant harmDNSH).

Do no significant harm – DNSH: in base a tale principio tutti gli interventi, fin dalla loro ideazione, devono avere i requisiti ambientali prescritti dalla normativa europea e  le amministrazioni devono avere le competenze per poter verificare il possesso di tali requisiti

La potenziale revisione del PNRR

La normativa europea prevede una procedura di revisione dei contenuti del PNRR, in presenza di fattori sopraggiunti tali da rimettere in discussione gli obiettivi del Piano. Tale procedura potrà essere attivata solo in presenza di impatti rilevanti dell’aumento dei prezzi sulla reale capacità di conseguimento degli obiettivi del PNRR dell’Italia e previa condivisione con la Commissione europea.

La relazione di Franco purtroppo interveniva alla vigilia della guerra in Ucraina, sembra pertanto che lo scenario di rilevanti impatti nell’aumento dei prezzi si stia tristemente delineando, ne potranno pertanto derivare potenziali implicazioni dell’aumento dei prezzi delle materie prime e dell’energia sui costi di attuazione del PNRR, anche per questo è verosimile attendere un Recovery II una revisione dei contenuti del PNRR.

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