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Un ulteriore passo avanti verso l’adozione del PIAO per la semplificazione della PA

Lo scorso 2 dicembre 2021 la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome e la Conferenza Stato-Città ed autonomie locali (nota come Conferenza Unificata) ha sancito l’intesa sullo schema di decreto del Ministro per la pubblica amministrazione concernente la definizione del contenuto del Piano Integrato di Attività e Organizzazione (PIAO), di cui all’articolo 6, comma 6, del decreto – legge 9 giugno 2021, n. 80, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2021, n.113.

Ma di cosa si tratta in particolare?  Una semplificazione, almeno per come è stata prospettata, che consentirà alle Amministrazioni con più di 50 dipendenti di predisporre e consolidare in un documento la vasta gamma di atti ad oggi prevista per adempiere agli obblighi in materia di programmazione dell’Ente relativa alla gestione delle risorse umane, all’organizzazione dei dipendenti nei vari uffici, alla loro formazione e alle modalità di prevenzione della corruzione.

Pertanto, il PIAO può essere considerato una sorta di “Atto Unico della Programmazione”, nella prospettiva di semplificazione degli adempimenti a carico degli enti e di adozione di una logica integrata rispetto a alle scelte fondamentali di sviluppo delle amministrazioni. Si combinano nel nuovo piano unico gli obiettivi di posizionamento strategico e sviluppo delle attività, di programmazione e gestione degli organici, di adeguamento dei modelli organizzativi, di lavoro e di semplificazione dei processi, di miglioramento della trasparenza, del contrasto alla corruzione e di valorizzazione della parità di genere.

In particolare, secondo le previsioni, il Piano Integrato di Attività e Organizzazione dovrà essere strutturato in 7 sezioni e diverse sottosezioni, come di seguito riepilogato:

  • gli obiettivi programmatici e strategici della performance secondo i principi e i criteri direttivi di cui all’articolo 10, D.Lgs. n. 150/2009 (cd. “Decreto Brunetta”);
  • la strategia di gestione del capitale umano e di sviluppo organizzativo, anche mediante il ricorso al lavoro agile, e gli obiettivi formativi annuali e pluriennali, finalizzati al raggiungimento della completa alfabetizzazione digitale, allo sviluppo delle conoscenze tecniche e delle competenze trasversali e manageriali e all’accrescimento culturale e dei titoli di studio del personale, correlati all’ambito d’impiego e alla progressione di carriera del personale;
  • gli strumenti e gli obiettivi del reclutamento di nuove risorse e della valorizzazione delle risorse interne, prevedendo, oltre alle forme di reclutamento ordinario, la percentuale di posizioni disponibili destinata alle progressioni di carriera;
  • gli strumenti e le fasi per giungere alla piena trasparenza dell’attività e dell’organizzazione amministrativa, nonché per raggiungere gli obiettivi in materia di anticorruzione;
  • l‘elenco delle procedure da semplificare e reingegnerizzare ogni anno, anche mediante il ricorso alla tecnologia e sulla base della consultazione degli utenti;
  • le modalità e le azioni finalizzate a realizzare la piena accessibilità alle amministrazioni, fisica e digitale, da parte dei cittadini ultrasessantacinquenni e dei cittadini con disabilità;
  • le modalità e le azioni finalizzate al pieno rispetto della parità di genere.

Pertanto, il PIAO dovrebbe assorbire e sostituire i seguenti documenti oggi previsti:

  • Piano delle performance;
  • Piano operativo del lavoro agile (Pola);
  • Piano triennale dei fabbisogni di personale (Ptfp);
  • Piano triennale di prevenzione della corruzione e della trasparenza (Ptpc);
  • Piano delle azioni positive per la parità di genere.

Inoltre, il PIAO dovrà includere anche il monitoraggio dei risultati e, a tal scopo, dovrà prevedere controlli con cadenza periodica, includendo gli impatti sugli utenti, anche attraverso rilevazioni della soddisfazione dell’utenza. Inoltre, dovrà comprendere il monitoraggio delle eventuali azioni attivate da cittadini ed imprese contro le PA inefficienti.

Una volta adottato, il PIAO, aggiornato annualmente, dovrà essere pubblicato entro il 31 dicembre (quest’anno, la scadenza inizialmente prevista al 31 gennaio 2022 sarà prorogata) sul sito istituzionale di ciascun Ente ed inviato al Dipartimento della Funzione Pubblica della Presidenza del Consiglio dei Ministri per la pubblicazione sul relativo portale.

Inoltre, è già stato avviato l’iter di approvazione del DPR che abroga le disposizioni sull’adozione, da parte delle amministrazioni, dei piani e adempimenti destinati a essere assorbiti dal PIAO.

Infine, per evitare duplicazioni e coordinare i contenuti delle sezioni del Piano, sono anche attese specifiche Linee Guida a cura del Dipartimento della Funzione Pubblica.

Come sempre, questo nuovo documento di programmazione rischia di essere vissuto dagli Enti come l’ennesimo mero adempimento amministrativo, da realizzare con il “consueto” approccio meramente “compilativo” e “formalistico”, che spesso ha caratterizzato in passato la redazione dei diversi “Piani” che va a sostituire.

La vera sfida, quindi, è sensibilizzare le Amministrazioni interessate (rectius i Vertici delle Amministrazioni) a cogliere tale novità come una reale occasione di ripensamento e sviluppo delle modalità di definizione degli obiettivi, dei modelli organizzativi/gestionali e delle modalità di lavoro. Al fine di valorizzare al meglio le opportunità e scongiurare i rischi legati ad un’interpretazione e quindi redazione del tutto inefficace di questo nuovo strumento, sarebbe non solo auspicabile ma anche “necessario” da parte del Dipartimento della Funzione Pubblica un intervento di concreto supporto operativo per le amministrazioni nell’introduzione del PIAO, non limitato alle sole “Linee Guida” già previste.

 

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